L' Isola di San Pietro, il suo habitat e l'equilibrio naturale
L'isola di San Pietro è prevalentemente il risultato delle gigantesche eruzioni sottomarine che interessarono la terra nel terziario ( tra 22 e 6 milioni di anni fa ).
Infatti le sue rocce sono di natura eruttiva: trachiti, lipariti, commenditi ( zona Commende, Bricco di Ravenna, di Tortoriso, Capo Sandalo ) cui si mescolano formazioni tufacee bianchissime ( Tacche Bianche, Becco ) che ne caratterizzano il paesaggio.
I numerosi isolotti ( isola Piana, Ratti, Corno, Genio, Spine ) stanno ad indicare che l'isola dovete avere un'estensione maggiore e che nell'era quaternaria ( 600.000 anni fa ) fu modellata nell'attuale stato, acquistando la sua definitiva insularità.
La costa alta e rocciosa nella parte nord occidentale denominata da maestose falesie degrada nella parte orientale dove diventa bassa, sabbiosa e quasi lineare.
Man mano che si va verso l'interno prendono quota, soprattutto nella parte centro-settentrionale, i Bricchi: Guardi Mori (211 metri), Torto Riso (209 metri), Ravenna (192 metri), Nassetta (190 metri), la Montagna (178 metri), Patella (176 metri), capo Rosso (100 metri), Bocchette (171 metri ), Borrona (162 metri) mentre nella parte centro-meridionale si trovano le zone pianeggianti dove ha un certo sviluppo l'agricoltura.
La limitata superficie dell'isola e la natura del rilievo non hanno permesso il formarsi di corsi d'acqua ma piuttosto di torrentelli che scendono dai rilievi movimentandone le coste (Geniò, Gabbie, Pitticheddu, Bacciu).
L'isola è quasi tutta coperta dalla macchia mediterranea che ne riveste i profondi canaloni, soprattutto nella zona interna, con intrecci mirabili e comprende il mirto ( murta-murtin ), il lentischio ( ventrishcu ), il corbezzolo ( armun ), l'olivastro ( ovivashtru ), il rosmarino ( rumanin ), l' erica ( bruga ).
Mentre, in diversi punti, la vegetazione si trasforma dall'aspetto cespuglioso in boscaglia caratterizzata dal ginepro ( saina ) delle due specie Fenicio e Coccolone ed in pineta con il pino d' aleppo che ne denomina la parte nord-orientale e centrale sino al bricco di
Guardia dei Mori.
Nelle zone più ventose la macchia si sviluppa a gariga con il Cisto ( merju ) delle tre specie: icanus, salvifolius e monspeliensis e con le ginestre ( Spin-e ) spinose che in primavera ingialliscono con una fioritura intensa.
In primavera il suolo si riveste di infiniti colori ad opera di piccole piante che hanno fioriture intensissime: l'Anagallide ( Anagallis Monnelli) col rosso dei suoi fiori, l' Astragalo marittimo ( Astragalus maritimus ) e le magnifiche o orchidee.
Il rilievo dell'isola ha caratterizzato lo sviluppo della sua fauna: negli stagni vive il fenicottero rosa e nella boscaglia la Beccaccia (Beccassa) e la Pernice Sarda (pernije), mentre nelle alte falesie della zona Nord-occidentale vivono il Gheppio (Farchettu), il cormorano dal ciuffo (Agùn), il Gabbiano (oca) ed il falco della regina (il falco di Eleonorae), che prende il nome dalla giudicessa sarda Eleonora d'Arborea che per prima incluse nella carta del Logu (1392) questi rapaci tra le specie protette.
Ha un aspetto slanciato, il maschio più piccolo della femmina si distingue da questa per la base del becco gialla che nella femmina è celeste.
Si presenta in due fasi ben distinte: una fase chiara (la colonia di San Pietro è formata dal 90% da individui di questa specie) in cui l'uccello ha mantello e ali scure con petto chiaro e striato ed una scura caratterizzata da una colorazione bruno-scura uniforme.
Depone in genere da due a quattro uova da cui, dopo quattro settimane di incubazione, nascono i piccoli.
Questi hanno un periodo di crescita fino all'involo di 28-35 giorni durante i quali vengono alimentati quasi esclusivamente con piccoli passeracei in migrazione attraverso il Mediterraneo.
È presente da aprile inoltrato sino ad ottobre nelle piccole isole del Mediterraneo; sverna nel Madagascar, nelle isole Mauricius e nelle Seychelles.
Non mancano esempi di piccoli invertebrati: lo Scarabeo Rinoceronte, la Farfalla Macaone e la Cicindela Safirina (Cicindela Campestris Saphirina).
Nell'isola vivono tra le diverse specie: il coniglio selvatico (cuniggiu), qualche rettile: la biscia, la lucertola sarda (grigua), il Gongilo (agò) e qualche anfibio tra cui la raganella (renetta).
L'habitat dell'isola di San Pietro per l'interessante complesso delle sue presenze merita un grande rispetto da parte di tutti per non contribuire ad impoverirlo ulteriormente.
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